AMOUR
Regia di Michael Haneke. Con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Rita Blanco, Laurent Capelluto.
Titolo originale Amour. Drammatico, durata 105 min. - Francia, Austria, Germania 2012.
Bisogna forzare la porta per entrare nella casa dei maestri.
La loro morte è sigillata all’indiscrezione di chi non può capire, di chi può vedere, scoprire, dispiacersi ma “capire” proprio no.
Tanti sguardi e una sola realtà, due interpreti, tanti comprimari e un solo protagonista: l’amore che unisce Anne e Georges.
Loro non sono una cosa speciale, si sono sposati e hanno coltivato insieme la grande passione per la musica, hanno avuto una figlia che vive altrove, infelicemente coniugata ad un vanesio da cui si sente distante, oltre che attratta.
Anche la figlia e il di lei marito sono musicisti e uniti dalla musica.
Ma Anne e Georges, pur amandola profondamente, la sentono lontana come lontani anni luce da loro sono gli amici, l’ex allievo, i vicini di casa, il personale di servizio.
Come vedenti in un mondo di ciechi, Anne e Georges sono arrivati alla fine di una vita piena, felicemente uguale a se stessa nei riti, nei gesti, negli sguardi.
Anne si ammala e sembra essere più vicina alla morte del marito che l’assiste, sembra che deva sfuggire per un ghiribizzo del destino dall’unico quadro che loro conoscono, un quadro che li vede uniti.
Ma il loro amore, attraverso le mani tremanti eppure decise di Georges, impedirà questa inquietante e innaturale prospettiva.
Insieme sono vissuti e insieme moriranno.
“Non è l’amore che muore, siamo noi stessi” scriveva Luis Cernuda in una celebre lirica.
Haneche riscrive lo stesso poema nel film.
Un opera tremenda, delicata, imprescindibile.


